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Pasqua dei nostri tempi

Gesu' e' una figura attuale o e' davvero presente? La fede in lui cosa comporta?
Qualche pensiero su Cristo che risorge e ci offre il modo di fare nuove le cose.

Gesù è un uomo sorprendentemente moderno. La sua personalità sbalordiva i benpensanti, provocava i custodi di una religiosità asfìttica, faceva riflettere i dubbiosi e gli appagati dalla vita. Leggere i racconti evangelici è un esercizio spirituale e culturale di rara efficacia, a lasciar passare non solo la lettera del testo. Soffermiamoci su alcune questioni.

Gesù accoglie i bambini: non era usuale che attorno ai "rabbi", ci fossero bambini: la loro vivacità disturbava, non comprendevano l'annuncio della Parola. Gesù non solo li avvicina a sé, anzi, dice a tutti che davanti a Dio si può stare solo con la fiducia e la semplicità dei bambini, figli dinanzi al Padre. Disegno-bambini-scuola-maternaDisegno dei basmbini della scuola materna di Riozzo

Oggi a chi portiamo i nostri bambini? Il riferimento a Gesù è non di rado soppiantato da un'educazione in qualche aspetto sfasata: mettiamo i bambini davanti a ogni genere di esperienza, in modo incosciente li trattiamo da adulti in miniatura, davanti a loro diciamo e facciamo cose non sempre esemplari. Diamo loro un sacco di cose e talora li lasciamo senza punti di riferimento, senza regole, con affetti intermittenti. Lasciamo che bambini muoiano mentre attraversano un mare di speranze affondate. O li lasciamo vivere in campi profughi, in baraccopoli senza fogna né dottore, lasciamo che non vadano a scuoia o iavorino a produrre armi e scarpe da pallone per pochi centesimi, che i bambini ricchi si vedranno regalare per centinaia di euro. Lasciamo che dilaghi la pedopornografìa on line — chi ne parla? quando ne abbiamo sentito l'ultima volta? — e il recente rapporto di "Meter", che lo combatte da decenni, attesta l'aumento del fenomeno, legato al crescere di violenze e sevizie su bambini, anche neonati. La morte di Gesù (Colui che da Dio si è fatto bambino) ci faccia rinnovare la nostra attenzione all'infanzia.
Gesù si intrattiene con le donne. Non è una battuta, ma un atteggiamento nuovo, nel suo tempo. I maestri della Legge provavano una sorta di nobile disprezzo per le donne, ritenute inferiori per capacità e in umanità. Gesù le avvicina, le perdona a fronte del più ipocrita giudizio che colpevolizzava le peccatrici senza astenersi dal frequentarle; lascia che lo ascoltino, trovando in esse, talora, le discepole più attente e perseveranti. Non è un caso se, risorto, si fa riconoscere, prima di tutto, da una di esse.

Oggi che ne è della condizione della donna? Se il riscatto da posizioni di inferiorità ha segnato diversi punti, rimangono atteggiamenti di discriminazione, di sfruttamento, di insensibilità. Molti uomini pensano ancora che la donna sia loro proprietà, la violenza viene amplificata dai mezzi di comunicazione come strumento per sottomettere, obbligare, sopprimere. Ma c’è anche una spinta sociale che forza la mano per ignorare la dignità della donna, specie in ciò che le è peculiare, la maternità. Con l’idea che si possa affittare un utero per acquistare un figlio altrimenti impossibile da generare, si sta sgretolando il rispetto per la donna e per la madre, riportandola, di fatto, al ruolo di femmina da riproduzione, come le principesse sposate e lasciate a ripetizione nelle corti rinascimentali, alla ricerca dell’erede maschio. Crocifisso-Riozzo-p.Sacchi-1990-caP. Sacchi, Crocifisso ligneo (particolare) - Riozzo 1990 ca.

La risurrezione di Gesù che sorprende di incontenibile gioia Maria Maddalena, sia per tutti invito a rispettare con nuova ammirazione le donne, in famiglia, in società, in parrocchia. Gesù, infine, provoca le autorità religiose a non opprimere i fedeli con regole stravolte dal loro senso originario, e a riconquistare un ruolo di “guida” fatto di esemplarità e semplicità. Oggi Gesù è riconosciuto a fatica nei volti di preti e vescovi che guidano le comunità cristiane: la critica che riceviamo è spesso vicina, se non nei contenuti, almeno nelle forme, a quelle che Cristo rivolgeva ai suoi interlocutori. Ci sono figure che facilitano l’incontro con il Signore, primo tra tutti papa Francesco. Ci sono alcuni tra noi — ministri del culto e pastori del gregge di Cristo — che faticano a convertirsi, a gustare (non solo tollerare) “l’odore delle pecore”. Siamo, però, anche in molti a farci carico volentieri delle vite dei nostri fratelli, impegnandoci con gioia e serietà, pur tra limiti di capacità o temperamento.

Nei giorni decisivi della Pasqua, in cui Cristo vive fino alla fine il suo servizio sacerdotale, chiediamo con umiltà a tutti i fedeli di aiutarci e accompagnarci con la preghiera (“per favore...”) e con la corresponsabilità nella conduzione della vita comunitaria. Chiedeteci di parlarvi di Cristo, di riportarlo quotidianamente al centro dell’esperienza cristiana personale e comunitaria, di accompagnare con vera dedizione la formazione alla fede, al servizio, alla preghiera.
Abbiate, cari fratelli, uno sguardo nuovo verso il prete, non autorità cui riverire con distacco o formalismo, non funzionario del sacro da interpellare occasionalmente, ma un fratello che ha qualcosa di bello da annunciare: che Gesù è risorto e che con lui tutta la vita si rinnova. Si può rinnovare.

usiamo per essere persone migliori sono quelle meglio spese se ci regalano la bellezza del Vangelo.

Don Luca